27 febbraio 2017

Lezioni di Employability/52 – I tweet come canale didattico: mattoni per il nostro futuro

Anita Cezza


“Costruire è potere e sapere, rinunciare alla perfezione”. Lo canta Niccolò Fabi, lo applicheremo noi studenti del corso di Diritto delle relazioni industriali di Modena (#IRL2017) nei prossimi tre mesi. Costruiremo un altro pezzetto del nostro percorso, poseremo un altro mattone della nostra formazione. E lo faremo rinunciando alla perfezione perchè perfino il migliore esploratore quando si lancia in una nuova avventura mette già in conto rischi e possibili errori che compirà.

 

L’intero corso di Diritto delle relazioni industriali significherà costruire. Sappiamo bene che lo strumento che utilizzeremo sarà Twitter. Ogni cinguettio un mattone, ogni frase un pezzo del nostro percorso. Qui non ci si improvvisa in uno “studio matto e disperato” (come direbbe il buon Leopardi) gli ultimi 15 giorni prima dell’esame pretendendo di assorbire concetti come farebbero le migliori spugne. Si impara con il tempo, a step, passo dopo passo.

 

Perchè Twitter? Ce lo siamo chiesti tutti. Anzitutto Twitter è una vetrina e ci permette di costruire (sì, ricordiamoci bene questa parola) una nostra reputazione digitale. Quando un domani chiuderemo dietro le nostre spalle le porte dell’università ci troveremo davanti ad uno spazio aperto, fonte sicuramente di libertà ma che può produrre anche disorientamento. Cosa faremo, dove andremo, a chi ci rinvolgeremo? Ecco, un metodo didattico di questo tipo permette di focalizzare l’obiettivo e di avere già dei sentieri tracciati nel nostro spazio aperto. A quel punto basta mettersi in cammino su uno di questi percorsi (magari con accompagnatori d’eccezione come HR manager o esperti di relazioni industriali con cui entreremo in contatto) e vedere dove ci porta.

Con Twitter stiamo sul pezzo, teniamo le orecchie pronte a cogliere i cinguettii altrui e a rispondere di conseguenza. E’ una crocevia di informazioni, ci si scambia opinioni, magari ci si scontra pure ma allo stesso tempo ci si arricchisce, si fa rete e si creano relazioni durature tra studenti anche fuori dall’aula accademica, oltre che con giuslavoristi, sindacalisti, ricercatori ed altri esperti di tematiche di lavoro. E alla fine, mettendo assieme tutti i tweet, ci accorgeremo di come la casa abbia preso forma, sia stata appunto costruita. L’abbraccio di Twitter però resta, anzi deve restare. Non compiamo l’errore fatale di non seguire più le tematiche del corso dopo l’esame. Facciamo network, continuiamo a scambiarci idee, punti di vista, spunti di riflessione. Questi mesi saranno l’humus che farà germogliare le nostre carriere, continuiamo a coltivare il nostro futuro con cura e attenzione.

 

Finora abbiamo sognato, ora però cerchiamo di essere più pragmatici. Un articolo di The Center for Online Education riporta i 50 modi per usare Twitter, le potenzialità dello strumento e i consigli per sfruttarlo al meglio. Tra questi l’esercizio della brevità. Se un concetto viene compreso, a casa o a lezione, non ci si deve arrampicare sugli specchi per spiegarlo: 140 caratteri mettono alla prova la nostra capacità di sintesi. Un’altra importante ragione del suo utilizzo è la possibilità di rimanere sempre aggiornati su un progetto che si sta svolgendo. Nel nostro caso il progetto è l’impresa simulata in cui Twitter fungerà da sistema informativo interno. Vuoi sapere a che punto è il lavoro dei tuoi colleghi? Ti basta cercare i tweet con #IRL2017 per coordinarti con loro. E Facebook vogliamo forse dimenticarlo? Come ci suggerisce un articolo di Claudia Floreani pubblicato su Bollettino Adapt, Facebook ci aiuta principalmente a stare in contatto con i nostri amici e si può tranquillamente affermare che è diventato un incredibile Garbage Can. Ma se viene utilizzato con coscienziosità e in modo mirato può diventare anch’esso una risorsa per la didattica. Ce lo spiegano anche i ricercatori della Georgia Southern University, che vedono Facebook come strumento per abbattere le barriere tra professore e studenti. Quello che succede ogni giorno a #IRL2017 dove l’interazione in aula è continua e non si ferma una volta terminata la lezione, proseguendo invece anche oltre i cancelli dell’università. Iniziamo allora la nostra avventura e… stay tuned!

 

Anita Cezza

Studentessa Diritto delle Relazioni Industriali

Laurea specialistica in Relazioni di Lavoro

Università di Modena e Reggio Emilia

@AnitaCezza

 

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