20 febbraio 2017

Lezioni di Employability/50 – La mia esperienza di alternanza scuola-lavoro in ADAPT

Daniela Bidolli


Mi chiamo Daniela Bidolli, ho 16 anni e vivo a Roma. Dal 6 al 10 febbraio sono stata coinvolta in un percorso di alternanza che la mia scuola, il liceo classico Pilo Albertelli, ha avviato insieme ad Adapt, associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali.

 

Ho scelto di intraprendere questo percorso poiché ritengo che, arrivata al terzo anno di liceo, sia giusto iniziare a interrogarsi su alcune dinamiche riguardanti il mercato del lavoro e solo comprendendole si possa riuscire a decidere con più consapevolezza che cosa fare del proprio futuro. Mi è stato spiegato da subito che si tratta di un progetto importante anche perché le storie delle due istituzioni coinvolte sono state nel passato segnate da due figure che hanno pagato con la vita l’impegno per il miglioramento del mercato del lavoro; Massimo D’ Antona, che come me è stato studente dell’Albertelli, e Marco Biagi, il fondatore di Adapt.

 

Il primo giorno ho conosciuto il mio tutor Paolo e altri ricercatori della sede romana di Adapt: Lorenzo, Chiara, Federico e Federica. Dopo la presentazione mi sono occupata di una ricerca riguardante i diritti di un lavoratore coinvolto in una cessione di azienda. Lorenzo mi ha inizialmente spiegato il funzionamento di questo istituto, affidandomi un piccolo compito di ricerca. Ho compreso che anche dopo la cessione il rapporto di lavoro continua tra il cedente e il cessionario e che il datore di lavoro debba riconoscere al lavoratore i contributi, le ferie e i permessi rimasti. La ricerca si è concretizzata nell’utilizzo di alcune banche dati e nell’analisi di alcune sentenze. Questa attività mi ha fatto capire quali siano i diritti fondamentali di un lavoratore e che spesso questi non vengono rispettati dalle aziende. Durante la ricerca ho avuto l’occasione di conoscere le modalità di  utilizzo di alcune banche dati.

 

Il secondo giorno ho svolto una ricerca sulle norme che regolano l’alternanza scuola-lavoro nelle parrocchie e grazie a quest’ultima sono entrata a conoscenza di alcuni concetti come il DVR (documento valutazione rischi) e il RSPP (responsabile servizio protezione prevenzione). Durante la giornata mi sono cimentata nell’attività di traduzione di un trafiletto di 20 righe dall’inglese all’italiano, tratto da un rapporto Adapt sui differenziali salariali. Ho capito che in Italia non esiste una legge che regola il salario minimo nei diversi settori. Ci sono invece i contratti collettivi. Inoltre ho compreso le due dimensioni delle differenze retributive: quella verticale (es. tra operai e dirigenti) e quella orizzontale (es. tra due operai che lavorano in due aziende diverse).

 

Il terzo giorno mi sono occupata di una redazione di un indice di un articolo e in seguito sono entrata a conoscenza di un progetto “Erasmus +” riguardante la transizione scuola-lavoro. Guardando il sito e parlando con una delle organizzatrici del progetto ho capito che questo riguarda l’apprendimento duale per gli studenti universitari. Sono rimasta molto colpita perché credo che preparare gli studenti al mondo del lavoro sia fondamentale per la loro vita e per renderli maggiormente consapevoli del contesto lavorativo. Parlando con Chiara, l’organizzatrice del progetto, ho capito inoltre quanto possa essere impegnativo gestire e portare a termine una simile attività.

 

Il quarto giorno ho avuto l’opportunità di iniziare a scrivere il mio curriculum vitae e durante la stesura ho compreso la differenza tra competenze tecniche e trasversali. Dopo questa attività ho creato un account Twitter e ho capito come può essere utilizzato con finalità professionali.

 

L’ultimo giorno l’ho dedicato al resoconto delle attività svolte durante la settimana di alternanza. Ho inoltre finito di leggere il primo capitolo del manuale di “teoria e pratica dei contratti di lavoro” del professor Tiraboschi.  Grazie a questa attività ho potuto riflettere su alcune tematiche e su alcuni concetti quali lo sciopero, l’importanza del posto fisso per un lavoratore, la situazione dei precari, l’importanza del lato emotivo e caratteriale in ambito lavorativo. Dopo la lettura mi sono confrontata con Paolo su alcune parti del manuale tra cui il concetto di lavoro, come questo viene regolato dalla costituzione, dalle leggi e dai contratti collettivi.

 

Prima di entrare e conoscere la sede di Adapt non credevo che esistesse un’organizzazione  che si occupasse di facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani e soprattutto mi ha colpito vedere la passione di coloro  che se ne occupano. Credo che organizzazioni come questa siano di fondamentale importanza per un paese come il nostro che ha tra i problemi più sentiti quello della disoccupazione giovanile. Ritengo che questa settimana mi abbia arricchita particolarmente poiché ho analizzato alcune tematiche che nella vita di tutti i giorni non ho l’opportunità di approfondire. Soprattutto, ho capito quanto il lavoro sia importante per un cittadino e quanto questo influenzi la sua vita.

 

Daniela Bidolli

ADAPT Junior Fellow

@daniela_bidolli

 

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