Le proposte dei partiti su welfare aziendale e contrattazione

Federico Razetti, Valentino Santoni (secondowelfare.it, 25 febbraio 2018)


Mentre la campagna elettorale e il dibattito pubblico tendono a concentrarsi sulle possibili alleanze di governo post-elettorali – uno scenario che la ristrutturazione del sistema partitico (frammentato e tripolare) e le caratteristiche della nuova legge elettorale (un insolito mix fra proporzionale e maggioritario) rendono di difficile lettura – proviamo a considerare più da vicino le proposte programmatiche in materia di politiche sociali avanzate dai partiti e dalle coalizioni che si candidano al governo del Paese.

 

Quello che vi proponiamo di seguito è il terzo di una breve serie di approfondimenti tematici che, fino al giorno delle elezioni, prenderanno in esame alcune delle questioni più salienti nella prospettiva della ricalibratura del nostro sistema di protezione sociale, sul crinale fra primo e secondo welfare. Come messo in luce da una recentissima analisi dell’Istituto Cattaneo (Valbruzzi 2018), le questioni del welfare sono peraltro quelle che, insieme ai temi legati all’istruzione, ritornano con maggiore frequenza nei testi programmatici dei partiti (quasi il 25% del totale).

 

Dopo aver analizzato le proposte a sostegno delle famiglie e quelle in materia di contrasto della povertà, in questo articolo approfondiamo il tema del welfare aziendale e contrattuale

 

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