Lavoro notturno e festivo: in Italia stiamo peggio che nel resto d’Europa

Gianni Balduzzi (Linkiesta.it, 15 marzo 2017)


Cosa hanno in comune un lavoratore di Foodora che porta piatti dai ristoranti a domicilio, o un magazziniere di Amazon, o un guidatore Uber? No, non si tratta tanto dello sfruttamento o della mancanza di diritti. Se ci facciamo caso una delle particolarità dei “nuovi lavori” che si stanno diffondendo e che sono spesso sotto la lente d’osservazione dei media è in realtà l’orario “atipico”. Il lavoro liquido di fatto è tale anche perchè straborda oltre i normali confini anche orari di quello tradizionale.

Certo, ci sono sempre stati i turni di notte, o quelli del weekend, operai di fonderia, fornai, e innumerevoli altri hanno sempre lavorato al di fuori del classico 8-17 o 9-18 dal lunedì al venerdì, ma i dati parlano chiaro: oggi una percentuale crescente di nuove professioni richiede ritmi completamente diversi.

E l’Italia oggi si pone ai primi posti in Europa quanto a percentuale di lavoratori impegnati in orari atipici, il 41,8% contro il 38,5% di media UE…

 

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