L’alternanza scuola-lavoro oltre gli slogan in piazza

Beatrice Cosmi (Corriere della Sera, 24 novembre 2017)


Chi sono i ragazzi dalle passioni tiepide? Quando risuonavano gli slogan dalle piazze di Palermo il riferimento agli anni sessanta è stato naturale, così c’è chi ha ricordato Valle Giulia, Pasolini e chi invece Don Milani e i ragazzi di Barbiana i quali accusavano i professori di non aver mai letto il contratto dei metalmeccanici, che pure coinvolgeva allora mezzo milione di famiglie.

Mi chiedo se in piazza ci fossero i Gianni e Pierino e a chi di loro farebbero meglio le 200 o 400 ore di alternanza. Ricorderete sono i due casi che Lettera a una professoressa usava per mostrarci il ruolo della scuola e della famiglia. Il distacco atroce, tra cultura del lavoro e saperi, da quegli slogan risulta ancora evidente, fa male a tutti, agli studenti dei professionali (a cui sottraiamo ancora adesso senza essere scuola elitaria la filosofia, la letteratura greca, altri pilastri della nostra tradizione umanistica) e ai liceali (a cui si sottrae la "pratica" che poi risulta ancora la critica più diffusa al nostro sistema di istruzione)…

 

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