11 giugno 2014

La trattativa potrebbe concludersi nel giro di un paio di settimane

Marina Cassi (La Stampa)


L’intesa con la Fiat per il rinnovo del contratto di gruppo non c’è, ma i sindacati non parlano apertamente di rottura. La sostanza è comunque chiara: non si è trovato l’accordo sulla parte economica. La distanza non è enorme 250 di una tantum offre la Fiat con il sindacato che ribatte non meno di 300 e Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri sperano che nel giro di un paio di settimane si possa tornare al tavolo e firmare.

 

Per esercitare pressione sull’azienda entro la settimana le segreterie unitarie che potrebbero decidere un blocco delle flessibilità, in sostanza dello straordinario, già dalla prossima settimana. Una protesta che colpirà solo dove la produzione tira come alla Sevel, in parti di Magneti Marelli e Iveco, negli stabilimenti di motori, al Comau e, fino a quando il dodicesimo turno non diventerà strutturale, alla Maserati di Grugliasco dava proprio oggi è previsto un incontro per la nuova organizzazione del lavoro.

 

La trattativa è durata otto mesi per riuscire a costruire un identico approccio al rinnovo del contratto; alla fine si è individuato nel raggiungimento degli obiettivi legati al Wcm l’architrave su cui arrivare agli aumenti. Che sarebbero stati collettivi per stabilimento con una parte legata alle prestazioni individuali. Ma questo percorso è lungo e complesso e per trovare una definizione del contratto per il 2014 le parti hanno deciso di rinviare all’autunno la costruzione dei parametri per il 2015 e di utilizzare lo strumento della una tantum per quest’anno. Da dare anche ai cassa integrati che sono mediamente tra i 20 e i 30 mila. Una scelta che fa lievitare ovviamente i costi, ma che i sindacati giudicano irrinunciabile.

 

Di soldi si è incominciato a parlare solo nelle ultime riunioni e a questo punto le cose si sono complicate anche se per tutto il negoziato Fiat e sindacato hanno sempre ribadito di non voler arrivare a una rottura. La prima offerta dell’azienda è stata di 200 euro a cui i sindacati hanno ribattuto 390. Ieri, in un estremo tentativo di non imballare tutto le distanze si sono accorciate ma non abbastanza. È la prima volta da quando è stato costruito, con le organizzazioni del fronte del sì, il contratto di gruppo che riguarda 85 mila addetti che si arriva a un conflitto e i sindacati chiedono alla Fiat di non mutare il corso delle relazioni sindacali. Anche per questo i toni sono insolitamente bassi e i sindacati ricordano che il contratto si fa in un contesto di crisi dell’auto ancora molto pesante. Non a caso Roberto Di Maulo della Fismic assicura che è del tutto normale che quando si parla di soldi una trattativa possa arenarsi. Ferdinando Uliano della Fim e Eros Panicali della Uilm ritengono che sia possibile far cambiare idea all’azienda. Maria Antonietta Vicaro della Ugl ritiene necessaria una riflessione sui parametri economici mentre Francesco Scandale dell’Associazione Quadri auspica che si ritrovi serenità per arrivare a una intesa. negoziato Fiat (nella foto la sede del Lingotto a Torino) e i sindacati stanno trattando per rinnovare il contratto dell’auto

 

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