Il settore delle infrastrutture negli Stati Uniti: creazione di lavoro, competenze, formazione

Chiara Mancini


 

Infrastructure skills: Knowledge, tools, and training to increase opportunity”: questo il titolo di un report recentemente uscito su Brookings Institution, che analizza la situazione occupazionale del settore delle infrastrutture negli USA, approfondendo in particolare le competenze, gli strumenti e il tipo di formazione di cui i lavoratori del settore hanno bisogno1. Quello delle infrastrutture è un settore complesso, a cui fa capo una grande varietà di occupazioni, da quelle meno qualificate come bigliettai e imballatori, a professioni di alto calibro come ingegneri civili e piloti di aerei, passando per idraulici e meccanici: anche per questo analizzarlo e vederne le tendenze può essere interessante anche per la riflessione su altri tipi di occupazioni.

La ricerca individua nelle infrastrutture un settore chiave per il Paese, sia per creare maggiori opportunità economiche, che per far fronte ad una situazione di stagnazione e disuguaglianza dei salari che continua a permanere negli Stati Uniti nonostante la crescita dell’occupazione.

Come è noto, le infrastrutture facilitano lo scambio di informazioni e risorse e rappresentano pertanto un asset per la produzione, abbracciando e connettendo diversi settori dell’economia e costituendo quindi la base per la crescita di lungo periodo.

Quello che è per noi più interessante è che le infrastrutture e la loro costruzione rappresentano anche un’importante leva per il mercato del lavoro. Innanzitutto, in termini quantitativi: non solo il settore impiega direttamente già oggi negli USA 14,5 milioni di lavoratori, l’ 11% dell’intera forza lavoro, ma è anche in grado di generare un indotto di occupazione nel lungo periodo, sia perché le infrastrutture devono essere gestite e mantenute nel tempo, sia per il loro potenziale abilitativo di altre attività economiche.

L’investimento nelle infrastrutture rappresenta una grande opportunità anche in termini qualitativi. Infatti, pur non richiedendo spesso alti titoli di studio, le occupazioni in questo settore sono ben remunerate rispetto ad altri: per lavoratori in possesso di diploma di scuola superiore o titolo di studio inferiore, si stima che i salari dei lavoratori delle infrastrutture siano anche il 30% maggiori rispetto a quelli di altri settori. Pertanto un investimento in infrastrutture, potrebbe contribuire a far fronte alla stagnazione dei salari e alla disuguaglianza nei redditi.

In questo preciso momento storico l’opportunità legata alle infrastrutture è ancora più grande negli Stati Uniti: la forza lavoro, infatti, sta invecchiando e quasi 3 milioni di lavoratori dovranno essere rimpiazzati nel prossimo decennio in seguito ai pensionamenti. Si aprirà pertanto a breve un ampio gap di occupazione nel settore, da colmare e di cui sfruttare l’opportunità.

La principale leva su cui agire affinché il potenziale del settore delle infrastrutture possa essere sprigionato è costituita, quindi, dalle competenze dei lavoratori futuri.

Per questo il report si concentra sull’analisi delle principali skill di cui necessitano i lavoratori nelle infrastrutture. Dall’analisi dei dati emerge che le occupazioni nelle infrastrutture negli USA richiedono alti livelli di conoscenza in 11 diverse aree di competenza, la maggior parte delle quali hanno poco a che fare con la costruzione. Ad esempio, nelle occupazioni considerate, il 92,3% dei lavoratori necessita di conoscenze di trasporto (principi e metodi per il trasporto di persone od oggetti via aereo, treno, barca o su strada) e il 71,4% necessita di conoscenze relative alla sicurezza pubblica (attrezzatura, politiche, procedure e strategie per promuovere la sicurezza e la protezione di persone, dati, proprietà e istituzioni); per contro, solo il 34,4% di tali lavoratori ha bisogno di conoscenze sopra la media in materiali, metodi e strumenti utilizzati nella costruzione o ristrutturazione di edifici, strade e altre strutture.




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