Giovani e lavoro, l’emergenza continua ma nessuno lo vuole capire davvero

Lidia Baratta (Linkiesta, 1 giugno 2018)


Qualcuno avrà pure brindato vedendo gli ultimi dati Istat sul mercato del lavoro. Gli occupati hanno toccato il record di 23 milioni e 200mila (anche se il tasso di occupazione al 58% è sempre tra gli ultimi d’Europa). Ma resta una voragine al centro: l’enorme pantano in cui sono rimasti incagliati ormai i giovani italiani under 35, tra i quali si contano 1,3 milioni di disoccupati e quasi 6 milioni di inattivi, tra i quali sono compresi gli studenti ovviamente. Una palude immobile che nessuno di coloro che si candidano (o non si candidano) alla guida del Paese sembra aver compreso davvero.

 

E non solo perché il tasso di disoccupazione giovanile, in un’altalena continua di pochi decimali, è tornato di nuovo a salire di 0,6% punti in un mese, superando il 33 per cento. L’aumento dei disoccupati non è necessariamente una brutta notizia, se accompagnato da una riduzione degli inattivi, come succede in questo caso (25mila in meno). Significa che molti ragazzi prima sfiduciati si sono rimessi alla ricerca di un lavoro…

 

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