Garanzia Giovani, Amadori e la Romagna

Silvia Pagliuca (La nuvola del lavoro, 12 novembre 2014)


A volte funziona. Insolito a dirsi, almeno per Garanzia Giovani, il programma europeo lanciato lo scorso maggio per favorire l’occupazione giovanile degli under 29, rivelatosi, in molte regioni, poco più che una scatola vuota.

 

Questa volta, a far segnare un segno più sul vorticoso andamento della Garanzia, è un’azienda italiana da oltre 7.200 collaboratori e 1,3 miliardi di euro di fatturato (dati 2013). Parliamo di Amadori, tra i leader nel settore agroalimentare, che ha deciso di inserire negli stabilimenti emiliani, 53 ragazzi tra i 18 e 24 anni, attraverso un tirocinio formativo remunerato, realizzato proprio con il supporto di Garanzia Giovani.

 

Da novembre, infatti, la Regione ha dato il via a questo ulteriore strumento che più che un vero e proprio rapporto di lavoro, si configura come una modalità attraverso la quale i giovani possono formarsi e fare una conoscenza diretta del mondo del lavoro.

 

In questi giorni, infatti, i ragazzi selezionati, tra cui 24 donne e 19 di origine straniera, stanno muovendo i primi passi negli stabilimenti romagnoli di Cesena e Santa Sofia (FC), facendo esperienza in diverse aree aziendali, dalle linee produttive alle spedizioni, dalle manutenzioni agli uffici dedicati alla sicurezza dei lavoratori.

 

Affiancati da un tutor, per sei mesi, avranno la possibilità di crescere sia attraverso una formazione teorica in aula che operativa in reparto. Tra le novità introdotte in Emilia, inoltre, spunta il diritto per il tirocinante di ricevere un’indennità mensile pari ad almeno 450euro al mese, di cui il 70% sarà finanziata dalla Regione, che per la misura ha stanziato oltre 20milioni di euro, e verrà corrisposta dall’Inps direttamente al ragazzi, mentre il restante 30% sarà a carico dell’impresa.

 

«Abbiamo deciso di credere in Garanzia Giovani che ci sembra essere un progetto importante, specie considerando i dati allarmanti relativi all’occupazione in Italia, dove un giovane su 4 sotto i 29 anni non studia e non lavora. Per questo, abbiamo chiesto il supporto dell’ente di formazione I.r.e.coop Emilia Romagna e dei Centri per l’Impiego di Forlì e Cesena, nella speranza di poter dare il nostro contributo mettendo in campo una  risposta concreta per i tanti ragazzi in cerca di occupazione» – ha spiegato Paolo Pampanini, Direttore del Personale dell’azienda.

 

L’idea di Amadori di aderire a Garanzia Giovani deriva dalla precedente partecipazione ad AMVA “Botteghe di Mestiere”,  il programma di apprendistato per mestieri a vocazione artigianale di Italia Lavoro, finanziato dal ministero del Lavoro e conclusosi mesi fa, «i cui risultati – fanno sapere dall’azienda, per voce di Fabio Barnabè, Responsabile Gestione e Sviluppo Risorse Umane – sono stati ottimi, con 8 tirocinanti su 20 assunti in casa Amadori e gli altri occupati in diverse realtà».

 

Ma, allargando un po’ lo sguardo, si scopre che quella di Amadori rischia di essere una delle poche eccezioni positive all’andamento della Garanzia in Emilia Romagna.

 

Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dal Ministero (monitoraggio del 6 novembre 2014), ad aver bussato alla porta del programma sono state oltre 26mila persone, di cui 9.071 provenienti da altre regioni. Tra questi, 9.244 sono stati presi in carico, per lo più di età compresa tra i 15 e i 18 anni (3.996 giovani).

 

In pratica, solo un terzo dei ragazzi ha superato il primo step, mentre più di 16mila sono ancora in attesa di una risposta. Eppure, la Regione, è tra le dodici ad aver già provveduto a pubblicare gli avvisi per le misure rivolte ai giovani disoccupati e ad aver stanziato il bonus occupazionale pensato per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato.

 

Cifra che varia tra i 1.500 euro e i 6.000 euro, in base al profiling del neo assunto, nel limite delle risorse disponibili che per l’Emilia-Romagna ammontano a 7.417.948 euro.

 

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