ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DISCONOSCIMENTO LETTERE D'INCARICO

Nell’ottavo Forum ci si occupa di tutto quanto attiene al fenomeno della vigilanza in materia di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatoria, con riguardo sia alle procedure e al contenzioso, sia con riferimento all’apparato sanzionatorio penale e amministrativo.

ASSOCIAZIONI SPORTIVE E DISCONOSCIMENTO LETTERE D'INCARICO

Messaggiodi lirenta » 22 gen 2009, 16:24

dopo aver effettuato dei controlli in alcune palestre è emerso un uso generalizzato da parte delle ass. dilettantistiche delle lettere di incarico che mascherano altre tipologie di rapporti.
Nessuno di questi rapporti è stato inquadrato correttamente poichè dall'analisi della normativa e delle varie circolari e risoluzioni delle entrate appare che tale strumento può essere utlizzato solo in preseza di un evento sportivo.
dunque coloro che collaborano abitualemnte ad una palestra sembrerebbe che debbano essere disconosciuti. per alcuni di essi viste le mansioni non ho dubbi a inquadrarli come dipendenti per altri invece mi chiedo se sia possibile inquadrarli come co co pro.
in partica gli istruttori che vanno anche una sola volta a settimana e si gestiscono il loro corso autonomamente possono essere dei co co pro??
in un altro post mi è sembrato di capire che ciò sia possibile ma il dubbio che ho è il seguente
    quando disconosco un rapporto sia esso di natura occasionale posso poi diffidare l'assciazione a stiplare un contratto a progetto essendoci dei profili di autonomia nella prestzione del lavoratore o devo indicare un rapporto di lavoro subordinato.???[b]
[/b]
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Messaggiodi onil » 22 gen 2009, 20:13

A mio avviso devi verificare l'effettiva modalità di svolgimento delle mansioni, nonchè il potere direttivo, organizzativo, ecc.
A me è capitato che la DRL (comitato, Consiglio??nsig!!) ha accolto ricorso presentato da una palestra privata sulla base che i sig istruttori (???) venissero retibuiti(??) per importi sino a 7500 euro!!!sulla scorta di indicazioni dell'agenzia entrate e del CONI(!!??).
Puoi essere più preciso quado citi "presenza di eventi sportivi". Grazie
onil
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Messaggiodi paglialonga » 22 gen 2009, 22:13

Preg lirenta,
per gli istruttori di palestre, può ben configurarsi una prestazione di lavoro autonoma, sempre se ve ne siano i requisiti ed in tale situazione scatta obbligatoriamnte la contribuzione all'Enpals. Senza che ciò comporti la formulazione di un contratto a progetto!

Per l'altra ipotesi da te fatta io non mi azzarderei a diffidare la ditta a stipulare un contratto a progetto.
Saluti Paglialonga
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Messaggiodi lirenta » 23 gen 2009, 9:37

paglialonga ha scritto:Preg lirenta,
per gli istruttori di palestre, può ben configurarsi una prestazione di lavoro autonoma, sempre se ve ne siano i requisiti ed in tale situazione scatta obbligatoriamnte la contribuzione all'Enpals. Senza che ciò comporti la formulazione di un contratto a progetto!

Per l'altra ipotesi da te fatta io non mi azzarderei a diffidare la ditta a stipulare un contratto a progetto.
Saluti Paglialonga


in realtà l'idea che mi sono fatta leggendo la normativa ( tiur e l.133\1999) le varie circolari delle entrate ( 207\E\2000) e risoluzioni (RM 34\2001\E) è che le lettere di incarico possano essere stipulate solo in presenze di un evento sportivo di tipo dilettantistico come una gara , per retribuirie per esempio i giudici di gara gli istruttori e quant'altro , ma che nella quotidianeità della gestione di una palestra non si possano utilizzare le lettere di incarico vista l'abitualità della prestazione e la mancanza dell'evento sportivo dilettantistico .
per esempio gli istruttori di sala quelli che passano nella sala macchine dando consigli agli iscritti che si occupano anche un pò della segreteria prendono iscrizioni rispondono al telefono li riterrei dipendenti vista anche la presenza del potere direttivo , mentre ero perplessa per gli istruttori che vanno una volta a settimana o due e tengono un corso come yoga karate etc, che gestiscono in autonomia la loro lezione e sono solo organizzte secondo linee di massima da parte del propietario .
questa è l'idea che mi sono fatta in base alla quale dunque non ritengo valide le lettere d'incarico però è solo la mia di idea e quindi vista la mia poca esperienza mi fa piacere se anche voi colleghi mi deste qualche consiglio su come affrontare questa situazione e se vi sono capitate situazioni simili.
buon lavoro lidia
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Messaggiodi paglialonga » 23 gen 2009, 20:52

Preg lirenta,
può darsi che non sia stato chiaro nella mia stringata risposta.
Pienamente d'accordo che l'attività in una palestra, come l'hai indicata tu e come capita normalmente, non rientra in un'attivita diettantistica. Laddove verifichi la sussitenza di elementi che ti portano a qualificare la prestazione subordinata è chiaro che vanno trattati da dipendenti (e quindi assicurati all'Enpals per la tutela pensionistica ed all'inps per le contribuzioni minori).
Nella seconda ipotesi, dove hai riscontrato elementi di autonomia anch'essi, pur con rapporto di lavoro autonomo (e non a progetto) vanno asicurati obbligtoriamente all'Enpals (e non scatta la contribuzione all'Inps) per la tutela pensionistica.
Saluti Paglialonga
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Messaggiodi apericoli » 28 gen 2009, 11:51

ti ringrazio per l'aiuto se ho capito bene anche tu non ritieni valido lo strumento delle lettere d'incarico in assenza di una manifestazione sportiva ? io sarei dell' avviso che tranne coloro che magari allenano i ragazzi in vista di una gara per gli altri istruttori non sia utilizzabile la lettera d'incarico grazie lidia
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Messaggiodi maxtavella » 28 gen 2009, 16:44

Mi intrometto solo per dire che le famose "lettere di incarico" non possono sconvolgere i canoni giuridici del rapporto di lavoro sia esso subordinato, parasubordinato o autonomo.
Un corretto inquadramento di un rapporto di lavoro, come è stato ben detto, "passa" SEMPRE dall'esame delle concrete modalità di svolgimento della prestazione.
Autonomo o subordinato il lavoro sportivo ha le proprie regole.
PS: dopo un periodo di forzata assenza dal forum, noto con grandissimo piacere che il livello di approfondimento è cresciuto in modo consistente.
Il Prof Rausei ha avuto davvero una intuizione magnifica che sarebbe opportuno divulgare ulteriormente essendo l'unica "piazza" del lavoro dove ognuno di noi ha davvero tanto da imparare.
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Messaggiodi claral » 29 gen 2009, 19:12

Buonasera!
Approfitto del topic che ha suscitato il mio interesse (perché sono alle prese con un caso analogo) per porre anch'io un quesito. A seguito di visita ispettiva ho riconosciuto quale rapporto di lavoro subordinato la c.d. "prestazione sportiva" (non genuinamente tale) di alcuni istruttori di nuoto presso un'associazione sportiva dilettantistica. Di conseguenza, procederò al recupero dei contributi sulle somme versate a titolo di compensi ex lege 133/99 agli istruttori (somme inferiori ai 7500 euro per anno, come risulta dalle certificazioni dei compensi loro rilasciate con cadenza mensile).D'accordo per collocamento e dichiarazione d'assunzione, libri obbligatori (dell'epoca) ma... Potrebbe venire applicata anche la maxisanzione per il lavoro nero, ( io propendo per il "NO" ) dal momento che i lavoratori non firmarono alcun contratto nè lettera di incarico, non sono soci e le somme percepite sono "esenti" da qualunque prelievo contributivo e fiscale? E per i prospetti paga? dovrei sanzionare anche quelli o le certificazioni dei compensi possono assolvere in parte l'obbligo ? Grazie
claral
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Messaggiodi paglialonga » 29 gen 2009, 20:39

Preg claral,
io non applicherei le s.a. per lavoro nero ( non si tratta di personale "non risultante da.............; tu riconosci, in base agli elementi acquisiti, una diversa tipologia del rapporto di lavoro) e neppure quelle per il prospetto paga, in quanto la ditta ha trattato (se pur erroneamente) il tizio come svolgente una attività dilettantistica, mettendo in atto tutti gli adempimenti riferiti a tale forma di rapporto.
Saluti Paglialonga.
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Messaggiodi agua » 3 feb 2009, 13:41

Alle prese con caso analogo, vedo molto diffuso ultimamente presumo per via dell'attività prevista, ho citato il post di paglialonga in altro intervento in alvori autonomi, ciò perchè me ne era stato riferito il contenuto da un collega, ma non avevo letto il post stesso, il mio dubbio è proprio in merito alla maxi s., come faccio a non farla se l'istruttore è sconosciuto alla P.A. e non iscritto da nessuna parte ?
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Messaggiodi paglialonga » 3 feb 2009, 22:14

Caro Agua, io dico che un'interpretazione letterale della norma, beninteso attualmente in vigore, porta ala esclusione della maxisanzione. Anche se il rapporto è diversamente qualificato, non si può sostenere che il lavoratore "non risulta da scritture o da altra documentazione obbligatoria". Almeno io la interpreto così. Non sta scritto da nessuna parte che "deve essere conosciuto alla P.A.". Vedremo in avvenire l'esito dei numerosi giudizi pendenti.
Saluti Paglialonga
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Messaggiodi agua » 4 feb 2009, 11:47

Ciao Paglialonga, approfondisco la questione facendoti la seguente premessa: ritengo nel caso che sto trattando l'irogazione della maxi sanzione poco ragionevole e sproporzionata, quindi sto rompendo l'anima a tutti affinchè mi si dia la possibilità di non farla. Faccio questa premessa perchè così capisci che il mio ragionamento non è permeato da fanatismo religioso/punitivo, tutt'altro.
Ciò detto, anche io mi sono posto il problema se la documentazione sulla quale l'istruttore compare potesse essere annoverata tra quella obbligatoria, mi spiego: l'incarico è stato conferito con una lettera e poi è stato confermato in sede di verbale assembleare su tanto di libro per i detti verbali, che è obbligatorio ed è uno dei pochi documenti obbligatori che tali forme associative tengono, non essendo neanche soggetti a particolari formalità contabili. Quindi in prima battuta ero del tuo parere, ma, se l'attività ispettiva mi porta a considerare l'attività di istruttore - qui non entro nel merito dell'accertamento - comunque soggetta a conribuzione ENPALS perche non ci sono quei requisiti che le circolari sia fiscali sia della stessa ENPALS hanno isolato, a prescindere se l'istruttore è autonomo, parasubordinato o subordinato, mi subentra la nostra circolare del 04 luglio 2007 che mi impone l'applicazione di maxi sanzione in caso di riconoscimento di tali fattispecie, quindi addirittura anche in caso di lavoro autonomo, quando l'autonomo non compare da nessuna parte (albi o registri ecc.) Ecco che allora i documenti obbligatori non possono più essere quelli che pure la ASD ha, ma diventano quelli tipici del rapporto di lavoro, quindi se l'istruttore (che nel mio caso considero subordinato) è sconosciuto al centro per l'impiego, all'inps, all'inail, all'enpals, oltrechè naturalmente non iscritto a matricola e presenze, posso realmente non fare la maxi sanzione, ?
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Messaggiodi paglialonga » 4 feb 2009, 21:19

Caro Agua, seguo il tuo ragionamento.
Premesso che come ricorda il ns. ministero le circolari per noi sono legge, pur dovendole applicare, può peraltro esserci consentito, in questo forum di dissentire.
E come sai bene in giudizio poi il giudice interpreta la legge e non la circolare.
Fatta questa premessa, considerato che la formulazione della norma legislativa è ampia (scritture od altra documentazione obbligatoria) mi pare di capire che la ditta abbia effettuato tutti gli adempimenti inerenti la qualificazione attribuita (anche se erroneamente) dell'istruttore.
Oggi tu dici (in base agli elementi probatori raccolti) che quella qualificazione non era esatta e lo inquadri in una maniera diversa.
Non sta scritto nel testo legislativo, se non nella interpretazione dataci da alcuni, che per non applicarsi la maxisanzione il lavoratore doveva essere conosciuto ai vari uffici da te indicati.
E onestamente, considerato l'origine della norma e la sua evoluzione, ho tante perplessità a ritenere che avesse voluto punire casi simili: non mi pare possa parlarsi di lavoratori in nero.
Se non avrai alcun conforto nel tuo ufficio a comportarti in maniera diversa e dovrai seguire la starda della contestazione, credo che un qualsiasi consulente o avvocato spingerà il datore di lavoro (ed a mio parere con grosse probabilità di riuscita) ad opporsi alla contestazione.
Saluti ed auguri.
Paglialonga
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Messaggiodi agua » 5 feb 2009, 9:20

Hai centrato in pieno, il mio problema è proprio che non posso non farla, perchè leggendo la circolare del 04 luglio, ogni volta che si fa un esempio di doc. obbligatoria, è sempre in ambito lavoristico, quindi da ispettore nn riesco a considerare tale un libro assembleare di ASD. E' assolutamente vero quanto tu dici, cioè che la legge parla di documentazione obbligatoria, che la ratio della norma è nel punire il 'nero', ma qui - come ho scritto nell'altro post in 'lavori autonomi' è un 'grigio molto scuro'...faccio un ultimo tentativo con il mio capo....se mi passa il concetto non la faccio, anche perchè è veramente spropositata nella quantità.....
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Messaggiodi ictus » 5 mar 2009, 14:09

Anche a me è capitato di recente un caso simile: società sportiva dilettantistica esercente attività di palestra fitness che si serve di istruttori e receptionist tutti inquadrati con contratto di lavoro autonomo (senza altra specifica nè riferimenti normativi di tipo giuslavoristico) con previsione dei rimborsi di spesa fino ad euro 7500 previsti dal TUIR (art. 67).
Nel caso di specie (ero in congiunta con Inps ed Enpals) abbiamo ritenuto che i compensi percepiti non potessero essere considerati come redditi diversi quindi soggetti a tassazione e contribuzione Enpals, in quanto non legati a manifestazioni o eventi sportivi (anche se sul punto c'è una diatriba in corso fra CONI e Agenzia delle Entrate).
Dal punto di vista della qualificazione dei rapporti ho ritenuto non poterli considerare pienamente autonomi (Art. 2222 cc) ma parasubordinati (in quanto coordinati con l'organizzazione imprenditoriale della palestra).
Non sussistendo contratti a progetto scritti, ho optato (unica via d'uscita a mio parere) per la qualificazione come co.co.co. senza progetto ai sensi dell'art. 61, comma 3 del D.lgs. 276/03) premettendo all'azienda di poter utilizzare tale tipologia contrattuale fino a quando e se l'agenzia delle Entrate non proceda al disconoscimento (in quanto ente competente a farlo) della natura dilettantistica della società.
Tale soluzione è stata concordata anche dai responsabili del mio ufficio.
ictus
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