Formazione, addio teoria: ecco “l’università-brainstorming” (che piace alle imprese)

Enrico Marro (Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2018)


Si chiama “Problem-based Learning” (PBL), “apprendimento basato sulla soluzione dei problemi”, ed è un metodo pedagogico nato in Canada negli anni Sessanta nelle facoltà universitarie mediche. Si basa sul “problem solving”: gli studenti si dividono in piccoli gruppi, ciascuno con il suo ruolo, e cercano di risolvere concretamente i problemi che vengono loro posti dal docente, che di fatto risulta una specie di tutor. Il processo è molto diverso dal tradizionale insegnamento “top down”, quello basato su lezioni teoriche.

 

In pratica il metodo “PBL” altro non è che una versione moderna della didattica costruttivista, che considera gli studenti quali soggetti direttamente responsabili dell’apprendimento, rendendoli protagonisti del processo cognitivo. Come preconizzava già dagli anni Cinquanta lo psicologo statunitense George Kelly, la conoscenza è una soggettiva costruzione di significato a partire da una complessa rielaborazione interna di sensazioni, conoscenze, credenze ed emozioni…

 

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