21 luglio 2014

ENPACL – La situazione in Veneto

Alessandro Visparelli


Dal 1° gennaio 2013 il sistema previdenziale dei Consulenti del Lavoro è stato profondamente ristrutturato passando da prestazione definita a contribuzione definita, con determinazione della prestazione con il sistema contributivo. Tutto ciò ha consentito all’ENPACL di rispettare le disposizioni di legge che impongono una sostenibilità di lungo periodo (oltre 50 anni).

Con la contribuzione definita (12% su reddito) si è intervenuti per correggere il precedente iniquo sistema che non teneva conto della capacità contributiva del singolo iscritto chiedendo a tutti gli iscritti di versare, a prescindere dal proprio reddito, un contributo fisso in ragione della fascia di anzianità di iscrizione.

 

Ma la novità più importante è costituita dall’adozione del metodo di calcolo contributivo della prestazione, computo che rende equo e neutro il sistema garantendo a tutte le generazioni di iscritti, di oggi e di domani, medesimo trattamento previdenziale. Particolare importanza assume la misura del contributo integrativo complessivamente versato, in quanto sarà determinante per la costruzione del montante contributivo che sarà preso a base per il calcolo della pensione. Si ricorda, infatti, che ben il 3% (su 4%) confluisce nel montante individuale dell’iscritto. Infine, il nostro sistema propone un originale ed efficace strumento di adeguamento della prestazione pensionistica, si tratta del contributo aggiuntivo (cd modularità). L’iscritto può versare liberamente, senza ulteriori obblighi o impegni, importi di 500 euro o multipli senza alcun limite di importo sfruttando la piena deducibilità fiscale. Queste le principali novità della riforma di cui si può trovare ulteriori e più esaurienti approfondimenti sul sito www.enpacl.it.

 

Per quanto riguarda il Veneto abbiamo raccolto nella scheda che segue i dati più significativi dell’ultimo triennio, in termini di numero di iscritti, contributi accertati, volume d’affari dichiarato e pensioni erogate. Nel commento che segue, oltre che evidenziare la dinamica degli indicatori, sono stati raffrontati ai dati nazionali.

 

Nel 2013 la regione Veneto poteva contare su 2,28 iscritti all’Ente per ogni pensionato. Tale dato però è in continua contrazione (2,54 nel 2011 e 2,43 nel 2012) ed inferiore a quello nazionale (2,92 nel 2013). La dinamica degli iscritti nel triennio, infatti, risulta negativa (-0,6%) mentre quella dei pensionati in continua crescita (+10,6%). Analoga dinamica, seppure attenuata, viene riscontrata su base nazionale. L’incidenza sul totale degli iscritti del numero delle femmine era pari al 43,6% nel 2013 (45,8% in Italia), in leggero ma costante aumento rispetto agli anni precedenti.

 

I 1.877 iscritti della regione Veneto, che rappresentano il 7,1% del totale degli iscritti in Italia, garantiscono il 13,50% del gettito nazionale per contributo soggettivo e il 13,10% per contributo integrativo. La capacità contributiva per integrativo è rimasta in Veneto sostanzialmente stabile in termini assoluti nel triennio (5,2 milioni di euro, in quanto nel 2013 si è versato l’integrativo incassato nel 2012) mentre quella per soggettivo è notevolmente aumentata (+77%), per effetto della nuova modalità di determinazione di tale ultimo contributo, sino al 2012 stabilito in misura fissa e, appunto, dal 2013 calcolato al 12% sul reddito professionale prodotto.

Il contributo soggettivo medio nel 2013 è stato pari a euro 5.272 mentre quello integrativo euro 2.759, per un totale di euro 8.031, superiore del 46% rispetto al dato nazionale.

 

Nell’anno 2013 hanno versato contributi facoltativi aggiuntivi (cd modularità) 16 iscritti veneti, per un gettito complessivo di euro 114.000 e una media di 7.125 euro.

Sul fronte pensionistico, il trend della spesa in Veneto nel triennio osservato manifesta una crescita del 10,6% rispetto al 2011, attestandosi a fine periodo a complessivi 9.811.881 euro, ossia il 9,2% della spesa pensionistica totale dell’ENPACL. La misura media delle prestazioni 2013 è pari a euro 11.908 (comprese le pensioni a superstiti, indirette, invalidità e inabilità), superiore del 17,1% al dato nazionale. Il focus sulla sola pensione di vecchiaia restituisce un valore medio 2013 di tale prestazione di euro 13.645 euro (in Italia 12.048 euro).

 

La ricchezza prodotta dagli iscritti veneti, espressa in termini di fatturato IVA complessivamente dichiarato all’ENPACL, è stata pari a 259 milioni di euro, ossia il 13% del dato nazionale. La crescita è stata del 1,1% nel triennio, superiore al 0,8% rilevato in Italia. Tuttavia, il volume d’affari medio risulta in contrazione nel periodo osservato (-1,5%) per effetto della forte diminuzione nel triennio del numero degli iscritti che dichiaravano un valore a zero (-21,3%). L’ampliamento del numero di coloro che producono un volume d’affari deriva, soprattutto, dall’aumento nel 2013 delle dichiarazioni comprese entro 25.000 euro (+5,5%) e tra 75.000 e 150.000 euro (+10,2%), in coerenza col dato nazionale. In aumento del 4,3% anche le dichiarazioni IVA maggiori di 300.000 euro.

 

Riguardo il rapporto tra entrate per contributi e spesa per pensioni, gli iscritti veneti hanno versato nel 2013 euro 1,57 per ogni euro speso per pensioni nella stessa regione. Tale rapporto, per effetto dell’incremento del gettito per contributo soggettivo già ricordato, risulta in miglioramento nel triennio (1,36 euro nel 2011).

Alessandro Visparelli

Presidente ENPALC

 

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