Diario di viaggio nel mercato agricolo della Capitanata/4 – Gli interventi del sindacato sulle vulnerabilità dei lavoratori immigrati

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Bollettino ADAPT 19 luglio 2021, n. 28

 

Questo diario accompagna il percorso di studio sulla rappresentanza dei lavoratori stranieri in Provincia di Foggia condotto dall’autrice nell’ambito del dottorato di ricerca svolto in apprendistato presso la Fai Cisl di Foggia come operatore sindacale.

 

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Date le diverse vulnerabilità (sociali, lavorative, abitative, ecc.) che affliggono i lavoratori immigrati in Capitanata, già descritte nei precedenti contributi, le organizzazioni sindacali che si relazionano con la manodopera straniera sono portate ad attuare interventi che talvolta fuoriescono dall’ambito strettamente lavorativo. Ed è in queste azioni di carattere sociale al di fuori dei luoghi di lavoro, che le organizzazioni sindacali intercettano sul territorio anche l’operato delle associazioni del terzo settore e delle ONG, le quali del resto, tendono sempre più ad occuparsi anche di questioni lavorative.

 

Uscita pomeridiana nell’ex pista di Borgo Mezzanone (Manfredonia)*

 

Gli interventi di un sindacato di frontiera

 

La Fai Cisl che sul territorio opera congiuntamente all’Anolf, associazione della Cisl che si occupa della promozione dei diritti degli immigrati, ha nel tempo associato alla classica erogazione di servizi di patronato e di assistenza sindacale, ulteriori servizi collegati alle nuove necessità dei lavoratori, che hanno permesso anche di accrescere il numero di iscritti al sindacato. In particolare, negli anni 2019 e 2020, attraverso il servizio “navetta della dignità”, la Fai Cisl ha garantito il trasporto ad un gruppo di lavoratori agricoli dall’ex pista di Borgo Mezzanone ai campi di lavoro. La presenza di un mediatore culturale a bordo ha consentito di creare contatti con i lavoratori e di intervenire sulle difficoltà legate ai rapporti di lavoro. Negli anni precedenti, era del resto già stato intrapreso un lavoro capillare negli insediamenti informali dei lavoratori immigrati, attraverso l’operatività del cosiddetto “camper diritti in movimento”, pensato da Anolf, Fai Cisl e dall’associazione Solidaunia (ONG che opera nel campo della cooperazione allo sviluppo dei paesi del terzo mondo mettendo in rete le esperienze maturate sul territorio di Foggia) per offrire servizi di assistenza sanitaria e legale direttamente negli spazi abitativi della manodopera straniera. In particolare, a bordo del camper operavano un medico, un mediatore culturale e un informatore legale, che hanno prestato i loro servizi presso l’ex pista di Borgo Mezzanone, il ghetto di Rignano e Borgo Tressanti. Anche in questo caso il contatto tra operatori sindacali e lavoratori, direttamente presso i loro insediamenti, ha consentito di avvicinarli alle strutture sindacali presenti sul territorio. Oltre a ciò, l’Anolf si è accreditata come sportello 108 del Comune di Foggia, sportello di integrazione socio-sanitaria e culturale rivolto a cittadini di paesi terzi soggiornanti sul territorio di Foggia, che li orienta e li sostiene nell’accesso alle risorse del territorio. La molteplicità dei servizi e delle azioni messe in campo dall’Anolf ha consentito di intercettare centinaia di lavoratori dell’agricoltura e di indirizzarli alla Fai Cisl, che ha così visto crescere negli ultimi anni le percentuali di stranieri iscritti. Attualmente all’ordinaria attività di sportello sindacale presso gli uffici, si accompagnano uscite pomeridiane degli operatori della Fai Cisl nell’ex pista di Borgo Mezzanone e nel ghetto di Rignano per incontrare i lavoratori direttamente nei luoghi in cui dimorano, offrire tutela e assistenza di prossimità e far crescere la consapevolezza tra i braccianti dei propri diritti. In particolare, nel ghetto di Rignano gli interventi della Fai Cisl sono svolti in collaborazione con la cooperativa Arcobaleno, che organizza i corsi di italiano per stranieri, e con la Caritas di San Severo, che offre un servizio di sportello sociale.

 

Lavoratori della Fai Cisl alla manifestazione Cgil, Cisl e Uil a Bari*

 

Al pari della Fai Cisl, anche la Flai Cgil sul territorio è attiva fin dal 2007 come sindacato di strada, attraverso l’impiego di un camper che si sposta tra gli insediamenti informali dei lavoratori immigrati, offrendo assistenza sindacale. L’azione si fonda sul concetto che il sindacato deve tornare ad essere fra e con le persone che intende rappresentare: un modello di azione sindacale che nel passato era molto radicato e presente. Nel concreto l’attività svolta è stata finalizzata ad attivare i rapporti con i braccianti stranieri e a stimolare la coscienza collettiva circa la condizione di sfruttamento lavorativo e la vicinanza tra lavoratori italiani e stranieri nelle campagne. Attualmente, l’azione è molto orientata al sostegno dei lavoratori vittime di grave sfruttamento lavorativo e caporalato.

 

Oltre alle attività di assistenza sindacale di base fuori dai luoghi di lavoro, le organizzazioni sindacali nella Capitanata hanno nel tempo sviluppato azioni che fuoriescono dall’ambito favoriscono e che afferiscono a temi come il trasporto, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, l’alloggio e l’accesso alla casa. Ne è un esempio il progetto presentato da Uila Uil Foggia e Confagricoltura Foggia alla Ciala-Ebat (ente bilaterale agricolo) di Foggia e appena finanziato, finalizzato a creare un servizio di trasporto gestito tramite l’app “Campo libero”. per consentire gli spostamenti dei lavoratori dagli insediamenti informali ai campi in cui lavorano.

Di rilievo è anche il progetto “fattore X” della Flai Cgil che promuove l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, nel tentativo di superare le oggettive difficoltà territoriali. Il progetto si rivolge alla diramazione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità ed è finalizzato alla creazione di uno strumento che consenta di favorire il job matching con l’ausilio delle parti sociali. Il progetto prevede che tutte le fasi preliminari all’assunzione (dalla redazione dei curriculum alla selezione del personale) verranno seguite direttamente dai sindacati ai quali verrà attribuita anche una funzione di controllo della regolarità del rapporto di lavoro durante lo svolgimento della mansione. L’assistenza del sindacato per la durata dell’attività lavorativa dovrebbe essere garantita dall’iscrizione allo stesso nel momento del contatto con il lavoratore finalizzato alla ricerca di un’offerta di lavoro adatta. Le associazioni datoriali invece dovrebbero monitorare le aziende. Il progetto prevede anche la costituzione di un fondo per finanziare un sistema di trasporto efficiente costituito direttamente dalle aziende agricole e ripartito dal soggetto attuatore del progetto.

 

Uscita pomeridiana nel ghetto di Rignano (Foggia)*

 

La promiscuità tra l’azione dei sindacati e quella di associazioni e ONG

 

Non sono solo le organizzazioni sindacali ad entrare nel perimetro di azione del terzo settore ma sono anche le associazioni no-profit e le ONG a svolgere sempre più interventi anche in ambito lavoristico. Tra tutti, merita una menzione l’attività di Intersos, organizzazione umanitaria attiva che porta soccorso alle popolazioni colpite da crisi umanitarie, che svolge assistenza socio-sanitaria di prossimità negli insediamenti informali. Intersos, arrivando dall’esterno del contesto territoriale, ha promosso fin da subito azioni di coordinamento tra gli attori operanti nelle aree degli insediamenti informali. Oltre alla prevalente attività di orientamento e assistenza sanitaria, Intersos ha avviato anche azioni di orientamento lavorativo a partire dalle richieste dei singoli utenti, per illustrare i diritti sul lavoro, i meccanismi delle liste per l’impiego e fornire un raccordo con i sindacati, laddove possibile. Intersos, inoltra, sta oggi sostenendo un gruppo di lavoratori presenti nell’insediamento di Borgo Mezzanone nella costituzione di un’associazione (il Faro del Borgo) finalizzato all’autorganizzazione dei lavoratori, per accrescere la consapevolezza dei propri diritti.

 

Emerge quindi con chiarezza, dalla descrizione appena svolta, la vicinanza delle azioni intraprese dalle organizzazioni sindacali e quelle portate avanti dalle ONG e dalle altre associazioni del territorio.  Anche a livello istituzionale è molto indicativo che, nell’ambito del progetto nazionale SU.PR.EME (Sud protagonista nel superamento delle emergenza in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate), l’Ispettorato Nazionale del Lavoro abbia incaricato l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) per svolgere un lavoro preliminare negli insediamenti informali di promozione dei diritti e doveri conseguenti all’instaurazione del rapporto di lavoro e dei meccanismi di protezione previsti dall’ordinamento giuridico, finalizzato in seguito a supportare l’attività di vigilanza con mediatori culturali, piuttosto che ai sindacati. Sarebbe stato opportuno infatti demandare l’attività di informazione preliminare tra i lavoratori sui loro diritti ai sindacati che già svolgono questa funzione nelle strutture territoriali data la rilevanza del progetto nell’ambito del contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato.

 

Alla luce di quanto detto si comprende ulteriormente la complessità della situazione sul territorio. Le nuove azioni poste in essere dal “sindacato di frontiera” sembrano aver contribuito fortemente al mantenimento del numero di iscritti consentendo di intercettare la nuova forza lavoro migrante necessaria per la tenuta delle strutture territoriali ma, nonostante ciò, le difficoltà oggettive di cooperazione e collaborazione tra i sindacati, che potrebbero essere spiegate proprio considerando la volontà di voler mantenere il proprio bacino di iscritti, rende davvero difficile azioni congiunte ed incisive sui problemi dei lavoratori immigrati.

 

Francesca Di Credico

Scuola di Dottorato di ricerca in Apprendimento e Innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@dicredicofra

 

*Fotografie a cura dell’autrice

 

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