I dati sul lavoro in Italia e il Jobs Act non pervenuto

Ieri l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha diffuso i dati sul mercato nel lavoro in Italia nel secondo trimestre dell’anno. In estrema sintesi, l’andamento tra aprile e giugno appare caratterizzato “da una prosecuzione della crescita dell’occupazione e della diminuzione della disoccupazione”. Rispetto al trimestre precedente, in Italia ci sono 78mila persone in più che lavorano. Se si confrontano i dati con lo stesso periodo del 2016, i nuovi occupati sono 153mila. Questi numeri hanno suscitato gli entusiasmi della politica. Lo stesso primo ministro, Paolo Gentiloni, cauto nelle uscite pubbliche, ha twittato un commento soddisfatto.

La lettura di questi risultati, però, riserva sorprese più amare. Come evidenzia Francesco Seghezzi, sempre su Twitter, gli stessi dati dell’Istat dimostrano che il mercato del lavoro è ancora fragile. Seghezzi è il direttore della Fondazione Adapt, un centro di studi creato nel 2000 dal professor Marco Biagi e focalizzato sui temi del lavoro e dell’economia. “In Italia lavora solo il 38% della popolazione residente”, twitta allegando un grafico dell’Istat…

 

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