Credito d’imposta senza accordi sindacali? L’ira di Bentivogli: la formazione non è un bancomat

Franco Canna (Innovation Post, 21 novembre 2017)


Il testo del disegno di legge di Bilancio, come è noto, introduce all’articolo 8, in via sperimentale per un anno, il credito d’imposta per le spese in formazione 4.0. Una norma tanto attesa quanto sofferta, che alla fine – se pur in maniera meno forte di quanto ci si attendesse – è comunque approdata nel disegno di legge. La formazione – questa è la logica della norma – è un requisito ormai imprescindibile per creare o consolidare le competenze necessarie a padroneggiare le nuove tecnologie, elemento chiave dell’impresa 4.0.

La norma prevede, al secondo comma, che le spese siano «pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali». Una scelta politica che vuole legare le spese in formazione alla contrattazione di secondo livello, per creare quel legame tra la formazione del lavoratore e chi gli interessi dei lavoratori è chiamato a rappresentarli

 

I sette emendamenti “anti-sindacato” e la reazione di Bentivogli
Nella valanga di emendamenti presentati in Commissione Bilancio al Senato sul DDL di Bilancio non mancano però le voci contrarie. Sono ben 7 infatti gli emendamenti (dall’8.5 all’8.11) – provenienti non solo dall’area di centro destra, ma anche dal PD – che chiedono di eliminare proprio le parole: «, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali» dal comma 2 dell’articolo 8…

 

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