Contratti, si volta pagina

Intervista a Franco Martini a cura di Guido Iocca (rassegna.it, 9 marzo 2018)


Una pagina del tutto nuova nei rapporti tra sindacati e imprese. È stata definita così l’intesa raggiunta alle prime ore dell’alba dello scorso 28 febbraio sui “Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva”. Il testo conclusivo, condiviso da Confindustra e Cgil, Cisl e Uil, è stato firmato ufficialmente nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 9 marzo, dopo l’approvazione degli organismi dirigenti delle tre organizzazioni sindacali. Di questo importante appuntamento parliamo con Franco Martini, della segreteria confederale della Cgil (corso d’Italia ha valutato i contenuti del documento nel corso del direttivo che si è tenuto questa mattina).

 

Rassegna Allora, Martini, da dove vogliamo cominciare?

 

Martini Dall’inizio. Ritengo infatti che per cogliere appieno l’importanza dell’intesa tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil occorra fare qualche passo indietro e tornare all’autunno 2015. Non so in quanti ricordano ancora con precisione gli eventi che segnano quella stagione. Li riassumo brevemente. Il governo Renzi minaccia di intervenire per legge sulla contrattazione, a fronte dell’incapacità delle parti sociali di mettere a punto una riforma; gran parte di economisti, accademici, politici e ministri teorizzano il sostanziale spostamento del baricentro della contrattazione e delle stesse relazioni sindacali verso l’azienda, mettendo in soffitta il ccnl; una linea sposata dalla presidenza Squinzi di Confindustria e ancor più da importanti federazioni di settore, che per rendere più chiaro il concetto, parlano di aumenti salariali solo dopo che la ricchezza sia stata prodotta, ovviamente, redistribuendola in azienda. In questo scenario, si presenta al via la nuova stagione di rinnovi, accolta dal mantra “prima la riforma del modello, poi i contratti”

 

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